- Dear Martelli, if the expected results like that?
as I expected all the increase in abstentions, the growth of the League's victory Vendola. Grillo no, I had not expected but is basically an offshoot of justicialism (justicialism = populist movement that exacerbates content and claims in the name of justice immediate, brisk, often confused and resentful) that has grown even though not much. Italy of Values, in spite of Cricket, the "return" of the Communists el'assaggio "Vendola," it was not bad. Then I was sure that Berlusconi would not have lost, in the sense that its losses, there have been - and consistent - I think, in this agree with Berlusconi, would have been all in favor of the League. That was also enlarged on the electoral terrain of the old Left. Yes, the League is the real winner of the election and that is why the political agenda of federalism and national security policy in the fight against illegal immigration recited above and beyond.
- What will change for the executive?
's executive will not change except for a widening of the route taken, the hegemony of the League on two crucial issues and, perhaps, the very attempt by Berlusconi to reform the justice and the Constitution. If you do not intralcerà the project of the League. The economy, already has a partnership with Tremonti common.
- To the left is the best result that could point to?
I thought the Democratic Party went a little better but not so much how it went. That is, Malin. The truth is that on this point was and why Veltroni: the PD or can become a majority or simple majority is destined to remain an absolute minority. Repeat the Olive Tree just two years after its debacle would be fatal. The regional Bersani to deliver a PD electorally weakened in the north and south where there was already a minority and which has been rasoiata anche nelle regioni rosse. Se insegue gli alleati e i compagnons de route come faceva il vecchio PCI resterà sempre opposizione. Ci vuole un’idea forza, una nuova apertura e gente nuova, un’identità manifesta in una missione propria, chiara risoluta popolare.
- Le due partite nel Pdl: al nord il duello ormai in campo aperto con la Lega, al centro e al sud il braccio di ferro con i gruppi di potere locali, gli equilibri attuali reggeranno nel lungo periodo senza consultazioni?
Il PDL ha vinto nel centro sud – salvo la follia pugliese -, ma si è indebolito nel nord a vantaggio della Lega. Come si è visto il partito ancora non c’è. Molti dirigenti sono cresciuti ma non pochi non sono all’altezza nè di guidare il paese nè di guidare il primo partito italiano. Invece alcuni capaci – caso Galan – sono stati sacrificati sull’altare di Bossi. Non credo che ci saranno divisioni drammatiche nel PDL. La vittoria nel Lazio per le condizioni in cui è avvenuta segnala un credito del “suo” popolo a Berlusconi che trascende persino la presenza della lista di partito. Tuttavia si è creata una situazione oggettiva nel Lazio, in Campania e in Calabria che riequilibra le defaillances del PDL nel nord. Qui si gioca una scommessa importante se quelli che si intestano la vittoria sapranno governare meglio dei loro predecessori e se riusciranno ad avere un peso nazionale innovativo e non retrivo. E’ interesse di Berlusconi che ciò accada, per svolgere la sua funzione unitaria e contenere la Lega entro un disegno nazionale. Senza di che crescerà il rischio di un contagio di divisioni a tutti i livelli, insomma di un’epidemia di “mal siciliano”.
- E sullo sfondo c’è sempre la questione Fini…
Apprezzo Fini per la strada risoluta che ha percorso da Fiuggi a Gerusalemme fino alla recenti posizioni sui diritti civili, su immigrazione e cittadinanza. Non è in una posizione facile, al di là delle apparenze e forse delle tentazioni di piacere a tutti come Presidente della Camera e come “Présidenziabile”. Se si acqueta svanisce, se contesta l’egemonia della Lega rischia di entrare in urto con Berlusconi. Fini sa che fuori dal PDL c’è solo lo stagno centrista povero d’acqua e pieno di lucci, reali e immaginari. E poi il PDL l’ha co-fondato anche lui sebbene dopo più che un dubbio, una crisi. Dovrebbe rafforzarsi dentro il partito, ma il partito è una figura estemporanea, un plebiscito berlusconiano permanente. Dovrebbe, come ha provato, allargarne i confini mentre si dota almeno di uno statuto rispettato, ma rischia di urticarne lo spirito riconoscente e gregario verso il creatore e il benefattore di tante carriere. A meno di unexpected in view of a lull of three years without elections to Fini's really not in a position easy.
- On leragioni.it have written on several occasions that the country lacks much politics ... and what is missing Martelli politics?
A policy is there and I do not miss, I miss what is not there.
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